Casamassima, Petroni e Carelli: “Manca la programmazione”

petroni e carellidi Marilena Rodi

Le dichiarazioni della ex Lioce? Gravissime, secondo Gino Petroni. Qualcuno deve darne conto: il sindaco non vuole rispondere? “Chiederemo a lei”. [intanto ci chiediamo se il sindaco faccia passeggiate in giro per Casamassima, come ha provato a stimolare l’ex consigliere del Movimento Schittulli]. Dicevamo della ex Lioce. Dopo che lei se n’è andata, finalmente la maggioranza trova la quadra [quanto durerà?] ma i frammenti di delusione si schiantano ancora come cristalli taglienti. A chi si riferiva quando parlava di interessi personali e non dei cittadini? Questi i dubbi sollevati dalla minoranza, in consiglio comunale, durante la discussione della mozione di sfiducia del sindaco. Punto su cui ha calcato la mano Petroni, finendo il suo intervento, è stata la mancanza di programmazione, ripresa e sottolineata da Rino Carelli di Nuovi orizzonti.

“A oggi – ha detto Carelli – mancano i fatti. Riconoscendole l’essere una persona stimabile, avevamo ben sperato per il bene del paese. E invece 2 persone esterne che lei ha voluto (di estrema fiducia personale) oggi sono fuori dalla giunta. Non posso non notare una dichiarazione da parte di una persona a lei vicina: ‘Incapace di perseguire l’interesse esclusivo dei cittadini’. Tale dichiarazione meriterebbe l’attenzione della Procura. Si vuole far passare la Lioce come una schizofrenica. Vogliamo una risposta politica”. “Del bilancio 2016 non c’è traccia. Non abbiamo le professionalità. Da quest’anno cambia il modo di fare il bilancio in tutta Italia. E cosa fa l’amministrazione? Camuffa una consulenza con l’adesione a un organismo. Sicché, caro sindaco, venire a dire a noi che siamo disonesti intellettualmente non è corretto. Dopo 10 mesi noi siamo drammaticamente a ricordarle tutto quello che ha tradito del suo programma elettorale. Ogni assessore avrà a che fare con diversi funzionari diversi, che significa avere difficoltà. Peg neanche l’ombra, bilancio neanche l’ombra. Per ora avete fatto il bilancio fotocopia dell’anno scorso”. “Il dato politico che io colgo – conclude – caro sindaco.. è che ora ha accontentato 2 consiglieri ma ne ha scontentato altri 4. Fra qualche settimana le presenteranno il conto. Io avrei azzerato la giunta e mi sarei sottoposto al giudizio. Io sono sicuro che lei subisca un ricatto politico. Per far cadere le amministrazioni servono i notai. Intanto vedo vigili assolutamente assenti quando devono sanzionare, bambini giocare irriguardosamente sul monumento, auto parcheggiate in tripla fila.. Avete dato l’esempio di come col ricatto politico si ottengono risultati. Poiché sono certo della sua buona fede, si dimetta. Torni a fare il professionista. Tra qualche mese saremo punto e accapo. Prenda atto del fallimento. Provi con l’azzeramento o si dimetta”.

[pubblicato su il foglio di Maxima dell’8 aprile 2016]

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