Casamassima, ma Carelli dimentica il loro consiglio-spreco?

di Gianluca Zaccheo

In politica, spesso, si ha la memoria corta. E così può accadere che due episodi tutto sommato simili, per certi versi analoghi, possano essere interpretati in maniera diametralmente opposta, a seconda del fatto che la prospettiva di chi guarda sia orientata a partire dai banchi della maggioranza o da quelli dell’opposizione. E così – giusto per fare un esempio – può accadere che l’ex presidente del consiglio comunale Rino Carelli,

Carelli_rino
Rino Carelli

seconda carica istituzionale cittadina nella passata consiliatura e adesso tra le file dell’opposizione, possa oggi sottolineare con ferma condanna politica ciò che magari ieri poteva sembrare normale. Non è un mistero – la sua pagina facebook è lì a dimostrarlo – che Carelli non abbia gradito la lettura fatta, attraverso queste colonne, della possibile (già, perché nel momento in cui siamo andati in stampa, sette giorni fa, eravamo ancora sul terreno delle ipotesi, per quanto di non difficile concretizzazione) nomina ad assessore di Francesca Barone, architetto 35enne finora completamente estranea alle dinamiche politiche. Così come ad alcuni esponenti politici cittadini non è piaciuto – e facebook è sempre là a ‘testimoniare’ quanto stiamo dicendo – il modo in cui abbiamo trattato la cronaca della crisi in atto in maggioranza dal momento delle dimissioni di Francesco Cristofaro in poi.

Sulla diversità di vedute e opinioni nulla da dire. Anzi, guai non ci fossero divergenze di pensiero e modi differenti di interpretare la realtà. Sull’aspetto più prettamente politico, però, qualche osservazione ci permettiamo di farla.

Ma dove è stato, questo è il primo interrogativo che nasce quasi spontaneo, l’ex presidente Carelli fino ad ora? E come mai non si è accorto che fino al penultimo numero del nostro giornale, quello in uscita il 18 marzo scorso, abbiamo dato ampio risalto alla crisi in corso nel centrosinistra alla guida del paese, sottolineando il fatto che non fosse possibile tenere Casamassima nella situazione di incertezza amministrativa in cui è precipitata a partire dal 28 gennaio scorso, giorno delle dimissioni di Cristofaro dal suo incarico assessorile? Forse a Rino Carelli, ma non solo a lui, anche ad altri esponenti del mondo politico locale oggi in minoranza, sfugge un aspetto: noi, come abbiamo sempre fatto, siamo chiamati a fare la cronaca, a raccontare quello che accade, a dare anche una chiave di lettura agli accadimenti, un’opinione. E quest’ultima, che è cosa diversa dalla cronaca, dal racconto dei fatti, è espressamente indicata come tale, e trova spazio nell’editoriale. Ma rappresentare un’opinione, una prospettiva attraverso la quale guardare quel che succede, è cosa ben diversa dal prendere una posizione politica. E allora – caro Carelli – se da noi ci si aspetta che si faccia opposizione, che queste colonne si debbano sostituire al lavoro dell’opposizione, così come a quello della maggioranza, ci si sbaglia di grosso. Noi facciamo il nostro lavoro, spulciamo carte e atti, visioniamo documenti, parliamo con la gente come abbiamo sempre fatto, diamo voce alla cittadinanza, al mondo politico, istituzionale, culturale casamassimese. Ma il compito di mettere sotto scacco questo o quell’altro non ci compete. A meno che il mettere sotto scacco non abbia lo scopo di far valere un diritto della cittadinanza, non voglia dire tutelare un sacrosanto diritto dei casamassimesi. Allora sì che ci muoviamo con forza e compattezza. Perché noi siamo dalla parte dei cittadini: per questo siamo nati, e questo cerchiamo di fare. Da sempre.

Che la cosa ci riesca bene o male, poi, sta alla gente di Casamassima e ai nostri lettori più in generale stabilirlo. Quindi anche a Rino Carelli, del quale accogliamo e accettiamo critiche e suggerimenti.

Ma non ci si aspetti da noi che si debba andare a spron battuto contro tizio o caio. Questo no. Anche perché, come dicevamo in apertura, si rischia di avere la memoria corta. Qualcuno si sarebbe aspettato da noi un attacco frontale al sindaco Vito Cessa e al possibile nuovo assessore Francesca Barone? E perché mai? Perché avremmo dovuto gettare la croce addosso, a fronte di un incarico non ancora ufficializzato? Forse il consigliere comunale Carelli, e come lui altri esponenti politici cittadini, tra i quali anche Gino Petroni, con lui in giunta nella passata esperienza amministrativa, dimenticano cosa è accaduto quando erano loro alla guida del paese? Se da noi eventualmente si attendono che Cessa e la sua squadra di governo vengano gettati nel tritacarne mediatico perché da due mesi non si riesce a completare l’organigramma della giunta (aspetto che abbiamo sollevato e criticato da queste colonne) cosa avremmo dovuto fare in occasione dell’azzeramento della giunta e della sua ricomposizione voluta a fine ottobre 2012 dall’allora sindaco Mimmo Birardi? Non ci pare che in quella occasione – forse anche Petroni e Carelli adesso lo ricorderanno – facemmo qualcosa di diverso dalla cronaca che stiamo facendo oggi. Non ci sembra che prima ancora che Franco Reginella e Michele Bovino (assessori che all’epoca Birardi scelse per sostituire Ninni Columbo e Pino Gengo, ai quali furono ritirate le deleghe), fossero nominati assessori dovettero subire ‘l’assalto’ da parte nostra. Così come non ci pare proprio che Valentina Franchini, subentrata in giunta nel marzo 2014 prendendo il posto di Maria Montanaro, sia stata da noi criticata a prescindere, prima ancora di poter cominciare a operare. Perché, dunque, adesso avremmo dovuto riservare un trattamento differente a Francesca Barone? Perché – se dovesse diventare effettivamente assessore – non dovremmo valutarla strada facendo, per quanto da lei fatto o non fatto?

Forse da noi ci si aspettava una critica maggiore per quanto realizzato o non realizzato dal sindaco, Vito Cessa? Le stilettate, se saranno motivate e serviranno per mettere in evidenza quanto eventualmente non realizzato per il bene della comunità, arriveranno. Così come non sono state risparmiate quando si è trattato di portare alla luce il fatto che due mesi di rallentamento dell’attività amministrativa siano troppi e ingiustificabili. Ma forse Carelli, Petroni, e con loro anche altri, dimenticano le volte – forse una decina – in cui quando erano in maggioranza non si sono riusciti neppure a svolgere i consigli comunali perché, ora per un motivo, ora per l’altro, la maggioranza di allora non riusciva a essere autosufficiente e a garantirsi il numero legale.

Anche in quella circostanza noi abbiamo documentato i fatti. Come stiamo facendo oggi e come continueremo a fare. Se però da noi ci si aspetta che si offra sostegno alla maggioranza, oppure che le si faccia opposizione, di certo si è fuori strada. Perché fare opposizione spetta a Rino Carelli, Gino Petroni, Antonello Caravella, Annamaria Latrofa, Mariagrazia Palmieri e Vito Rodi. Non certo a noi.

Noi che nella passata esperienza amministrativa siamo stati anche ‘colpiti’ da un consiglio comunale monotematico convocato con urgenza (quale urgenza poi?) per sottolineare il fatto che alla precedente amministrazione di centrodestra non piacesse il nostro modo di lavorare. All’epoca Carelli era presidente del consiglio comunale e rientrò dalle ferie – così ci sembra di ricordare – per presiedere quella seduta. Scelte, ovviamente, soggettive e legittime. Ma l’attuale esponente consiliare di Nuovi Orizzonti è ancora convinto che quella sia stata una decisione corretta? Pensa ancora che un consiglio comunale monotematico di quel tipo abbia contribuito a portare in aula temi di interesse della collettività? Probabilmente qualche scelta discutibile è stata fatta allora dal centrodestra, come oggi da Cessa e dal centrosinistra. Ma sta ai consiglieri, principalmente, sollevare le varie possibili incongruenze. A noi, invece, il compito di raccontare quel che accade. Come abbiamo sempre fatto.

[pubblicato su il foglio di Maxima del 1° aprile 2016]

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