Casamassima, Tamari morì, ma ancora pedoni a rischio

di Gianluca Zaccheo

Era il 14 marzo di due anni fa, un venerdì, quando – nelle prime ore del pomeriggio – Tamari, una cittadina georgiana da tempo residente qui a Casamassima, perse la vita sul ponte di via Noicattaro che conduce al parco commerciale, investita da un’auto che transitava di lì. E, da quel giorno in poi, manifestazioni, cortei per ricordarla, dibattiti, confronti e anche accese discussioni in consiglio comunale. E, sul piatto della contesa verbale e pure dello scontro tra le varie componenti politiche, sempre loro: i due cavalcavia di via Noicattaro e via Cellamare che corrono dal centro cittadino all’area commerciale, e la convenzione del 2009 che avrebbe dovuto portare alla messa in sicurezza dei due ponti, con questi ultimi che si sarebbe anche dovuto provvedere a dotare di adeguata illuminazione, e di una pista pedonale e ciclabile per permettere a persone in bicicletta o a piedi di raggiungere l’altra parte del ponte in assoluta sicurezza.

Al momento, i due cavalcavia sono ancora così com’erano due anni fa, senza che nulla sia per ora cambiato, se non il fatto che ai piedi dei ponti sia stato installato un cartello di divieto che impedisce, in teoria, il passaggio a piedi sulla loro superficie.

Lunedì scorso intanto, 14 marzo, a due anni esatti dalla tragedia che ha portato via Tamari, una delegazione di cittadini casamassimesi, e una rappresentanza della locale comunità georgiana, hanno dato vita a una breve manifestazione in ricordo di questa donna, alla quale hanno partecipato anche esponenti politici locali, ma non rappresentanti dell’attuale amministrazione di centrosinistra. Erano sì sul ponte, quattro giorni fa, Stefania Verna del gruppo misto e Giuseppe Nitti di LiberaCasamassima, ma entrambi ormai – e questa è cosa nota – sono tutt’altro che in sintonia con la maggioranza cittadina. Un’assenza, quella dell’amministrazione, che non ha mancato di fare rumore, con diversi concittadini che hanno subito fatto notare come il sindaco Vito Cessa, e il suo vice Andrea Palmieri – entrambi presenti due anni fa alla manifestazione indetta subito dopo la morte di Tamari, allo scopo di sensibilizzare l’amministrazione di centrodestra di allora circa la necessità di provvedere in fretta alla messa in sicurezza dei ponti di via Noicattaro e via Cellamare – lunedì scorso, a due anni di distanza e una volta passati in maggioranza e dunque alla guida del paese, siano invece stati assenti in occasione della cerimonia promossa per ricordare Tamari e la necessità di sistemare i ponti. Una lettura, quest’ultima, che comunque non è affatto piaciuta al sindaco Vito Cessa, che si è subito affrettato a chiarire la questione. “Due anni fa – ha scritto a tal proposito il primo cittadino sulla sua pagina facebook – Tamari è stata investita su uno dei ponti che portano all’Auchan. Ieri da cittadino, oggi da sindaco, credo che la migliore risposta a questa tragedia sia la messa in sicurezza di questi percorsi. Stiamo lavorando da mesi su questo progetto, ma interventi di questo tipo richiedono del tempo per valutare le procedure e le migliori soluzioni. Confermo che per me l’attraversamento dei ponti in sicurezza rappresenta una priorità”.

Queste le parole del primo cittadino, con Giuseppe Nitti di LiberaCasamassima che, dal canto suo – e sempre sul noto socialnetwork – ha poi fatto notare di avere un concetto diverso di priorità, rispetto a quello del sindaco Cessa.

Al di là delle schermaglie verbali e politiche, tuttavia, quello che adesso la cittadinanza si aspetta è che i due cavalcavia vengano resi transitabili, in assoluta sicurezza, da vetture, biciclette e pedoni. E che la cosa venga fatta nel più breve tempo possibile. Giorno e notte, infatti, decine di casamassimesi continuano a superare a piedi i due cavalcavia per recarsi nella zona commerciale. E adesso, dopo tanti anni, Casamassima davvero non può più aspettare.

[pubblicato su il foglio di Maxima del 18 marzo 2016]

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