Turi, apocalittici o integrati?

di Mino Miale

Ho seguito l’ultimo consiglio comunale turese e – ripensando a Umberto Eco, figura a me famigliare, avendolo conosciuto prima da studente e al Teatro universitario poi – mi si sono materializzati alcuni passaggi storici in due figure concentrate nel contendersi il primato del migliore comiziante: ‘Menino’ (ex comunista) e ‘Paolo’ (ex democristiano). Premessa: mi sono appassionato alla politica locale seguendo gli affumicati consigli dal tempo in cui il Pci era rappresentato dal sindacalista barese De Tuglie (accompagnato da Francesco Laudadio, sceneggiatore barese prematuramente scomparso lasciandoci una bella Bari vista cinematograficamente…), e la Dc dal dottor Valentini ancora ricordato come “il sindaco”. Ma lasciando in pace Umberto Eco e le altre anime buone, cerco di usare il linguaggio post sessantottino giusto per dare un alone allegro a chi c’era nella sala consiliare l’altra settimana, attirata dall’ingarbugliata questione del famigerato ponte su lama Giotta. Ma il ginepraio non è stato ancora svelato. Ai politici interessa spremerci come limoni, e torna comodo continuarci a ripetere in ogni occasione che siamo dei “cittadini”, che siamo tutti uguali, che siamo come loro. Il punto di vista politico (cioè secondo un’equazione istituzionale) è che noi siamo liberi perché siamo dei cittadini, e siamo dei cittadini perché abbiamo uno stato che ci protegge, e il governo c’è perché paghiamo le tasse. Il punto di vista della platea dell’aula consiliare (cioè quello del popolo) è che quel poco di libertà che abbiamo, in paese e fuori, ce lo siamo conquistati con la lotta (Biagio… caffè pagato..) perché se dipendesse dai politicanti, saremmo ancora schiavi come ai tempi di Nerone, ma che non saremmo liberi finché non avremo vinto definitivamente questa diatriba, eliminando per sempre i ‘padroni’. Non ci sentiamo tutti uguali perché la nostra esperienza (di tutti i giorni) ci trasmette che i politici comandano, e per lo più se la spassano, mentre a noi e ai nostri figli tocca soltanto obbedire, faticare e tirare a campare. Ci aspettano le tasse da pagare e lor signori non sono capaci di programmare la costruzione di un ponte – tra l’altro in sostituzione di un altro centenario – in curva discendente, che ai tempi nostri dovrebbe garantire il passaggio pedonale e la pista ciclabile. Complimenti all’arguzia della consigliera Volpicella; vi fate opposizione da soli. Ma dico io, mi chiedo e dico come Totò… una cosa parafrasando Umberto Eco piuttosto: a Turi fra Coppi sindaco e Tundo consigliere di opposizione chi recita da apocalittico e chi fa la parte dell’integrato?

[pubblicato su il foglio di Maxima del 25 febbraio 2016]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.