Turi, Camposeo: “Ponte scelta politica precedente”

di Francesco Mallardi

Nel consiglio comunale dello scorso 18 febbraio si è discusso, anche con toni molto accesi, della larghezza del ponte di via Conversano, a detta della minoranza pericolosamente più stretto rispetto al passato. Sul banco degli imputati tra gli altri, Pietro Camposeo, assessore con delega ai Lavori pubblici, ‘colpevole’ di essere stato assente durante i lavori di esecuzione. Perché si è deciso soltanto ora di discutere? In fase di progettazione perché nessuno ha mosso critiche nei confronti di quel progetto?

Camposeo spiega il motivo per cui l’attuale amministrazione non ha potuto far nulla in merito..

Una delle critiche maggiori rivolta nei suoi confronti dalle opposizioni, è stata la totale assenza della politica in un lavoro importante come il rifacimento del ponte. Lei ritiene giustificate tali accuse?

Il momento delle scelte politiche c’è stato. Si è trattato del momento in cui il consiglio comunale prima e la giunta poi hanno approvato il progetto originario, nella versione preliminare, definitiva ed esecutiva. Parlo di amministrazioni precedenti la nostra.

Successivamente, la parte politica non doveva più intervenire. Così è stato. Infatti, come di dovere, l’ufficio tecnico ha provveduto ad approvare la perizia di variante, con cui si è dato seguito alla costruzione del ponte così come lo vediamo oggi. La nostra amministrazione non ha mai ritenuto di intervenire su nessuna delle cosiddette “grandi opere” che si sono compiute negli ultimi due anni. La nostra unica aspettativa era che tali obiettivi fossero raggiunti nei tempi previsti, trattandosi di opere finanziate, che necessariamente dovevano essere terminate e rendicontate entro il 31/12/15.

Si sente chiamato in causa dall’accusa di rimpallo di responsabilità in merito alla progettazione e realizzazione del ponte?

Effettivamente sono stato indebitamente chiamato in causa, quasi fossi stato io a progettare o approvare quell’opera. La nostra amministrazione non è intervenuta in alcun modo. Né doveva farlo.

Il ponte è ritenuto non sicuro perché è tra due curve pericolose di una strada tragicamente nota per gli incidenti anche gravi accaduti. Pur avendo mantenuto gli standard di larghezza, non si è tenuto conto della sicurezza degli automobilisti?

Il ponte è ritenuto non sicuro, in quanto chiunque percepisce l’opera sensibilmente diversa da quella che era in origine. Tutti percepiscono una riduzione della visibilità, specie in uscita da Turi. Tutti percepiscono una sensazione di restringimento perché, nonostante la larghezza della piattaforma stradale sia aumentata, si è ridotto il ciglio stradale. Quanto ciò abbia potuto ridurre la sicurezza non è del tutto chiaro.

L’architetto Susca durante il consiglio comunale ha definito “scelta strategica” quella di mantenere la dimensione del ponte identica al passato. Cosa c’è di strategico in una costruzione accusata di essere chiaramente pericolosa?

Il progetto esecutivo nella prima stesura prevedeva di mantenere l’intera sede stradale inalterata (9,15 mt incluso i muretti laterali). La proposta tecnica è pervenuta dal progettista incaricato, non dall’architetto Susca. Quella proposta fu accettata anche dalla parte politica di allora. Anche la perizia di variante è stata elaborata dal progettista incaricato e ha mantenuto la sede stradale di 9,15 mt. Questa perizia non richiedeva il parere della parte politica. Più che di “strategia” parlerei semplicemente di scelta compiuta all’origine e mantenuta nel seguito.

Altro elemento emerso è di non aver dato una risposta in consiglio chiara e inequivocabile alle accuse mosse dalle minoranze. In pratica il ponte è da rifare oppure no?

Questa risposta non è stata data. Personalmente non sono in grado di darla e non è mio compito darla. L’architetto Susca ha relazionato, dando una sua interpretazione sulle questioni sollevate dai cittadini, da me e dal sindaco. Si è ritenuto, a maggiore garanzia per tutti, di chiedere un parere tecnico sull’intervento realizzato, sulle norme applicate e alla rispondenza a esse e ai principi di sicurezza, alla direzione generale per la Sicurezza stradale del Ministero delle Infrastrutture e i trasporti. Con questo parere, che perverrà presto, potremo stabilire le condizioni migliori per aprire la strada al traffico.

È chiara quindi, almeno secondo l’assessore Camposeo, ‘l’innocenza’ dell’amministrazione Coppi in merito a questa vicenda, responsabilità che invece sono da ricercare in tempi più remoti. L’opera di “Sistemazione di lama Giotta e delle aree a sud e nord dell’intersezione”, infatti risale alla delibera di giunta comunale n. 111 del 15/10/2012 (Adozione degli schemi del programma triennale dei lavori pubblici per il triennio 2013/2015), resa esecutiva il 22/10/2012.

[pubblicato su il foglio di Maxima del 26 febbraio 2016]

1 commento su “Turi, Camposeo: “Ponte scelta politica precedente””

  1. L’assessore Camposeo cerca di imbrogliare i turesi giocando con le parole e alzando le cortine fumogene e dando le responsabilità alle altre amministrazioni Credo che oltre a non avere capito nulla di quello che succedeva per una perizia dell’abbattimento del ponte partorito dalla sua amministrazione e che avrebbe dovuto almeno conoscere essendo
    Il delegato e che non esisteva in nessun dei progetti da lui citati e che sono stati realizzati precedentemente con tutte le autorizzazioni di legge si inventa il fantasioso teorema che il politico non deve entrare nelle scelte tecniche e che tutto quello che succede ‘anche l’abbattimento di un ponte è una cosa che il politico non deve necessariamente conoscere e che può magari apprenderlo dai ….giornali così se capita di leggerli A questo punto il problema non e se il ponte andava demolito o no e se è stato realizzato a regola d’arte in
    Linea con le regole e i regolamenti o le leggi attuali ma molto più importante e capire a cosa serve un assessore e nello specifico un assessore ai lavori pubblici al comune di turi E dico turi perché in tutto il mondo è compito dell’amministratore l’indirizzo politico e il controllo degli atti di competenza e delle conseguenze degli stessi Se lo vada a rileggere visto che quando era all’opposizione queste regole e le responsabilità politiche conseguenti le conosceva benissimo alla stessa maniera come tutta turi nonostante le sue teorie di comodo sa bene quali sono le sue responsabilità in questa faccenda!

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