Ue a rischio tenuta. Losacco (Pd): “Accelerare con Piano Junker”

“Per l’Europa siamo davanti a un momento delicatissimo. Soprattutto per la tenuta dell’Unione, che si trova davanti alla delicatissima questione inglese (a giugno il referendum) e soprattutto per la tragedia dei migranti, respinti da molte frontiere dei paesi europei”. Così Alberto Losacco (Pd) in una nota stampa divulgata questa mattina. “Le vicende dell’economia dell’eurozona – continua la nota – assumono un rilievo fondamentale nel 2016. E sarà l’ora decisiva anche per il Piano Juncker, tanto atteso ma tanto lento nel suo avvio”.

“Oggi – secondo Losacco – più che mai è urgente accelerare con il piano. Il suo lento avvio non aiuta, e alla fine, potrebbe anche arrivare troppo tardi. L’Europa, oggi più che mai, ha la necessità improcrastinabile di far ripartire la sua economia, visto che le previsioni per il 2016 e 2017 non sono esaltanti, mentre l’eurozona appare ancora troppo fiacca. Sui 315 miliari di euro previsti in tre anni dal Piano Juncker, sono circa 50 quelli finora mobilitati, con almeno 42 progetti in 15 paesi e 67 programmi di finanziamento per le imprese, tra cui l’ultimo da 1 miliardo firmato da Cdp e Sace, per un totale di 9 operazioni in Italia. La sua lentezza è stata notata dal nostro Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan: “Il Piano Juncker è lodevole, ma sta andando avanti vivacchiando”. Dopo il rodaggio del primo anno, dopo le solite lungaggini burocratiche e una certa debolezza politica, per il Piano Juncker il 2016 sarà l’anno della verità. O decolla o sarà la sua fine!

Ma se implode il Piano, l’Europa rischia di essere travolta dai mercati e dalle gravi conseguenze per la sua economia. Il Piano Juncker ha dimostrato i primi risultati concreti con i 42 progetti finanziati sotto l’ombrello Efsi. E vi sono anche 6 progetti italiani finanziati: il primo riguarda la modernizzazione dei siti siderurgici dell’Arvedi con 100 milioni, un altro riguarda FS con 300 milioni per i treni regionali. Poi ci sarà un finanziamento per sviluppo della banda larga con Telecom, altri per i trasporti e le autostrade, la chimica verde e il riscaldamento intelligente.

Nel 2015 – conclude – sono state poste le basi per mobilitare 43 miliardi a beneficio di infrastrutture e delle piccole medie imprese. Ma anche in questo caso, l’avvio appare troppo lento. Oggi però serve, e anche con una certa urgenza, un deciso salto di qualità. Occorre accelerare con il finanziamento dei progetti che sono già a Bruxelles. Mentre nei prossimi mesi arriveranno molti più progetti sul tavolo del Comitato per gli investimenti dell’Efsi.

Per l’Europa, quindi, il 2016 sarà un anno di grandissima importanza. Ne va del suo futuro”.

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