Casamassima, Donatella Spinelli al Leone d’oro di Venezia

di Marilena Rodi

È casamassimese, ha 17 anni ed è a buon punto per spiccare il volo nel mondo della musica che conta. Donatella Spinelli frequenta il liceo classico e studia pianoforte al conservatorio Piccinni di Bari, prende lezioni di canto da 3 anni e dall’estate scorsa studia al Village music lab academy a Caserta, un’accademia finanziata da Gigi D’Alessio per i giovani dove si incontrano molti discografici noti e a caccia di nuovi talenti. Attraverso l’accademia è approdata al ‘Leone d’argento’, sezione dedicata alla musica e organizzato da Sileno Candelaresi (organizzatore anche del ‘Leone d’oro’). I suoi maestri sono Matteo Tateo e Antonio Licchetta. “In occasione del concorso ‘Leone d’argento’ – spiega Donatella – è stata definita la classifica relativa alle finali nazionali di Roma e l’esito per me è stato positivo: mi ha permesso di accedere all’accademia del ‘Leone d’oro’ di Venezia”. Un esito importante per la giovane casamassimese che si contraddistingue per avere una voce black. “Al ‘Leone d’oro’ – continua – ho incontrato e conosciuto personalmente altri discografici tra i quali Detto Mariano, e molti maestri come Vincenzo Capasso (già paroliere di Mina), Ivan e Fabio Lazzara, Corrado Taranto, Nicola Auletta, Dariana Komanova e Stefano Senardi (già produttore di Mina e Ornella Vanoni e collaboratore di U2 e Litfiba). Tutti maestri con cui lavoro attualmente”.

Donatella SpinelliA cosa stai lavorando adesso? “Al mio primo inedito di 3 minuti circa – sorride – e sarà pubblicato e distribuito da Swithmuse music group in 240 paesi nel mondo sui digital store”. Come si intitola? “Fragile – risponde – e i testi sono di Antonio Licchetta e Matteo Magnifico”. Un momento emozionante? “L’esibizione con Francesco Sarcina nel luglio scorso”. “E – aggiunge – la lezione di canto con Cheryl Porter (nota talent scout americana, una sorta di Mara Maionchi targata Usa, ndr)”.

E quando sei a Casamassima? “Non resto ferma – confida – prendo lezioni di composizione da Stefano Ottomano”.

[pubblicato su il foglio di Maxima del 19 febbraio 2016]

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