Casamassima, Alessio Nitti fa (ancora) la differenza

di Marilena Rodi

In consiglio comunale siede Giuseppe Nitti, ma un altro Nitti – Alessio, l’avvocato, suo cugino – guida l’azione politica extra-Palazzo. Come Berlusconi e Grillo.

Patti chiari-amicizia (politica) lunga. Cessa forse aveva promesso lo scranno della presidenza del consiglio a Giuseppe, la poltrona va a Nica Ferri con i voti dell’opposizione, e Alessio si arrabbia. Parte il primo ultimatum. Ma un assessorato-contentino i Nitti e LiberaCasamassima (la lista di appartenenza) non lo gradiscono e rispediscono al mittente, cioè al sindaco, la cartolina di auguri per il mandato elettorale con i rovi. Da quel momento Giuseppe comincia a fare opposizione in consiglio, abbandona le riunioni di maggioranza e studia ogni singolo provvedimento. Alessio, da fuori, lo assiste nelle riflessioni burocratiche. Loro sono avvocati. Non sfugge nulla, tant’è vero che con la richiesta formale di un consigliere (sempre Giuseppe) un intero consiglio comunale approva in assise pubblica la Carta di Pisa, con buona pace della maggioranza, che (forse) qualche grattacapo adesso ce l’ha. Intanto Alessio continua a spargere comunicati e note alessio nitti postvelenose e ‘si lascia sfuggire’ – in un post su facebook durante una conversazione abbastanza sostenuta – che “a noi – scrive – non piace questa maggioranza, di cui non facciamo parte”. È evidente che l’amo sia lanciato in mare a quei pesciolini sparsi intorno. Il prossimo consiglio comunale è vicino (scriviamo a poche ore dall’assise) e la possibilità che il sindaco solo al comando non abbia la sua maggioranza per andare avanti sia tutt’altro che remota. Insomma, Alessio fa la differenza. Una mente politica eccelsa, non c’è che dire. Peccato che vada avanti da solo in questa impresa: l’ex sindaco Vito De Tommaso dice di aver salutato l’amicizia politica molti anni fa, quando si chiuse la sua storia amministrativa. Con chi, dunque, Alessio sta guidando questa opposizione interna? E Giuseppe, che per quanto di primo pelo non è certo uno sbarbino, guarda verso quale risultato concreto? Qual è, dunque, l’azione politica successiva?

A poco più di 32 ore dal consiglio la pagina pubblica di LiberaCasamassima annuncia che “A seguito dell’incontro del 15/02 convocato dal Pd, LiberaCasamassima prende atto che non vi sono le condizioni di base per una serena analisi della crisi amministrativa in atto, secondo il percorso istituzionale previsto dalla legge e che avevamo immaginato. La pretesa invertita del Pd di subordinare le dimissioni (sempre revocabili) del sindaco e della giunta al raggiungimento di un preventivo ‘accordo globale’ ci appare al limite del ridicolo. Varrebbe a dire che il sindaco si dimette dopo che la coalizione ha risolto la crisi.
Vogliamo ricordare che stando alle dichiarazioni dei consiglieri Verna e Fortunato, il sindaco Cessa oggi non avrebbe più la maggioranza in consiglio comunale necessaria per amministrare ed è proprio per questo che stiamo discutendo ed è per questo che le dimissioni formali ci appaiono dovute. Pertanto – conclude – LiberaCasamassima ritira il documento presentato alle forze politiche e reso noto tramite stampa e augura a tutti buon lavoro”. Cioè?

[pubblicato su il foglio di Maxima del 19 febbraio 2016]

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