Casamassima, Tasse: disagi e vessazioni per i cittadini

Cambia la concessionaria addetta alla riscossione dei tributi a Casamassima e le cartelle pazze impazzano. A sollevare il dubbio, che poi diventa oggetto di discussione in pubblica assise, è il centro di elaborazione dati Alno, con una lettera – che riportiamo integralmente – protocollata presso gli uffici comunali il 13 novembre scorso e alla quale non avrebbe ancora fatto seguito una risposta formale.

Il centro Alno chiedeva di conoscere gli importi introitati dal Comune in questi ultimi mesi e relativi al periodo 2010 e 2011 a titolo di recupero evasione Ici e Tarsu. Chiedeva, inoltre, come mai gli avvisi di accertamento Ici e Tarsu per il periodo suddetto sarebbero stati spediti ai cittadini casamassimesi solo nei giorni che avrebbero preceduto la scadenza dell’affidamento dell’incarico alla società che ha in gestione il servizio (e cioè il 31 ottobre 2015), invece che nell’arco dei mesi cui farebbe riferimento il mandato della stessa società (da maggio a ottobre 2015). La richiesta sarebbe ‘nata spontanea’, dopo che in alcuni casi, i cittadini si sarebbero visti recapitare a casa cartelle di accertamento con importi in molti casi non dovuti.

vito rodi_b-n
Vito Rodi

“Questo problema – è stata la sollecitazione di Vito Rodi in consiglio – sta attanagliando molti cittadini che per un certo numero di volte si sono visti consegnare cartelle con accertamenti su cui sono riportati importi non spettanti. E cioè errori commessi dalle concessionarie”. Ma perché – domanda non peregrina – accade tutto ciò? “È dovuto – spiega Rodi – al fatto che il Comune di Casamassima non sia dotato di un database di sua proprietà sul quale intervenire per rettificare i dati sbagliati, e questo perché ad ogni cambio di concessionaria, molti dati si perdono. Questo è un pessimo servizio ai cittadini: immaginiamo quanti – spesso nemmeno consapevoli – ricevono cartelle pazze relative a situazioni già risolte in passato e che poi sono costretti a lunghe code presso gli uffici comunali per risolvere o annullare gli errori. Per non parlare, poi, di quelli che – in maniera altrettanto inconsapevole o per evitare lungaggini e code – pagano a doppio. Invece di risolvere in via bonaria così come prescrive la legge, queste società ricorrono ad accertamenti gravati poi da interessi e sanzioni: il danno e la beffa. La spedizione delle cartelle è a carico del Comune, comprese quelle pazze annullate. In conclusione suggerirei all’amministrazione, nell’interesse della comunità, di tornare alla gestione diretta dei tributi da parte dell’ente, avvalendosi di un’attività di supporto esterno solo per elaborazione e bonifica dati, invece appaltare integralmente il servizio. Del resto il Comune risparmierebbe l’importo dell’aggio spettante come utile alla società”.

lettera tributi_01

lettera tributi_02

[pubblicato su il foglio di Maxima del 4 dicembre 2015]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.