Casamassima, Incontro con l’assessora: Cgil e Uil si alzano e se ne vanno

Giuseppe Carone della Cgildi Gianluca Zaccheo

Si sono alzati e se ne sono andati, abbandonando un tavolo che attendevano da tempo. E che avevano più volte richiesto – anche a gran voce – nelle settimane passate. Il coordinatore cittadino della Uil, Antonio Busto, e il segretario casamassimese della Cgil, Giuseppe Carone, hanno espresso così venerdì scorso, attraverso questa azione, lo scontento nei confronti dell’assessore al sociale, Antonietta Spinelli, rispetto alla quale, da tempo, manifestano insofferenza e diversità di vedute. Ma cosa è accaduto venerdì scorso, durante questa riunione prima caldeggiata vivamente e poi disertata all’improvviso? A chiarirlo – secondo il loro punto di vista – sono proprio i responsabili casamassimesi di Uil e Cgil. “Venerdì scorso – raccontano i due all’unisono – ci siamo recati in Comune per prendere parte a un tavolo convocato dall’assessore ma, arrivati lì, abbiamo trovato una pluralità di soggetti: caaf, patronati, sindacati autonomi, ai quali ci aggiungevamo noi, rappresentanti delle organizzazioni sindacali presenti sul nostro territorio. Il confronto ha poi avuto inizio, con l’assessore Spinelli che ha detto di considerarci tutti soggetti sullo stesso piano, ai quali si è detta disponibile a garantire ausilio per l’istruzione delle pratiche. Dopo la sua introduzione – aggiungono – abbiamo fatto presente che, sebbene abbiamo apprezzato l’invito, seppur arrivato tardi, ritenevamo sterile e improduttivo un confronto in cui si dovesse parlare di come avviare le pratiche. E questo perché noi per questo abbiamo i nostri centri servizi e i nostri operatori che ben sanno cosa fare e come assistere la cittadinanza nell’attività di accesso e partecipazione a bandi e istanze. Resici quindi conto che in quell’appuntamento, seppur tanto atteso, non si dovesse discutere di politiche sociali, ci siamo alzati e ci siamo congedati. Da parte nostra ribadiamo la piena disponibilità al confronto con l’assessore ai servizi sociali, ma riteniamo necessario che questo stesso confronto debba passare attraverso modalità differenti. Se l’assessore prendesse il protocollo d’intesa relativo ai Cantieri di cittadinanza, si renderebbe conto del fatto che questi ultimi rappresentano un’opportunità elaborata proprio dai sindacati confederali, Cgil, Cisl e Uil. Sappiamo benissimo, dunque, cosa sono e come funzionano, e non abbiamo bisogno che ce lo spieghino. Se c’è la volontà politica di confrontarsi sulla base dei progetti e delle proposte, allora bisogna sedersi al tavolo con Cgil, Cisl e Uil. Siccome in campagna elettorale sono state manifestate apertura e sensibilità verso i sindacati confederali, adesso ci aspettiamo che il tutto si traduca in atti concreti. Non pensavamo che avremmo dovuto superare tutti questi problemi per avere un confronto con la responsabile del settore dei servizi sociali, e non ci vengano adesso a dire che siamo stati maleducati per aver lasciato la sede dell’incontro. Perché qua – concludono Busto e Carone – il problema non è l’educazione, ma la coerenza. Che non ci pare ci sia stata. Quando ci siamo resi conto che il tema sul tavolo era tutt’altro rispetto a quello che ci aspettavamo, siamo andati via. Ma ribadiamo la nostra massima disponibilità a un confronto serio e concreto, attuato con modalità differenti”.

[pubblicato su il foglio di Maxima del 20 novembre 2015]

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