Casamassima, LiberaCasamassima alla spaccatura. La maggioranza della lista se ne va

di Gianluca Zaccheo

“Da tempo in LiberaCasamassima è emersa la volontà di alcuni pseudofondatori di perpetrare a danno del movimento un’operazione di vertice e di potere, in sfregio ai principi di democrazia e libertà di confronto. Noi credevamo in uno spazio politico diverso, nuovo, e lontano da vecchie logiche che avviliscono l’impegno politico di donne e uomini liberi. Con fare da padre-padrone c’è chi, irresponsabilmente, ha scelto di sfogare la propria frustrazione e il proprio livore, recando danno al progetto del centrosinistra casamassimese, con atti politici di inaudita gravità”. A fare queste osservazioni, anche attraverso una serie di manifesti affissi sui muri delle strade cittadine negli ultimi giorni, è un gruppo che si identifica – secondo quella che è la firma apposta sui manifesti stessi – con “La maggioranza dei componenti della lista LiberaCasamassima”.

“Atti politici gravi – prosegue il documento in questione – quali l’astensione sulle linee programmatiche, la richiesta di dimissioni da parte del sindaco, Vito Cessa, e il voto contrario riguardo l’approvazione del bilancio di previsione. Per queste ragioni non staremo né fermi, né tantomeno insieme a chi considera le istituzioni un mezzo per perseguire fini che nulla hanno a che fare con il bene comune. Con grande e forte determinazione – proseguono i firmatari del documento – il nostro cammino andrà avanti verso una diversa pratica della politica, sicuramente fuori da LiberaCasamassima, confermando la scelta del documento redatto il 20 giugno scorso e consegnato al sindaco”.

lista liberaCasamassimaQuesto è quanto sottoscritto dal gruppo che si identifica con “La maggioranza dei componenti della lista LiberaCasamassima”. Che, dal canto loro, non hanno voluto aggiungere nulla di più a quanto affidato al manifesto in questione. Ma cosa dice il documento del 20 giugno scorso? Le bocche sono cucite, ma sembrerebbe – il condizionale è d’obbligo – che i firmatari del documento di questi ultimi giorni facciano riferimento a un altro testo che, all’inizio dell’estate, avrebbe visto la maggior parte dei componenti della lista LiberaCasamassima alle ultime amministrative riconoscersi in Nica Ferri, e riconoscere la pediatra oggi presidente del consiglio comunale come espressione di LiberaCasamassima. Adesso arriva quest’altro documento che sancisce la definitiva frattura tra “La maggioranza dei componenti della lista LiberaCasamassima”, che anzi escono dal movimento che li ha rappresentati alle scorse elezioni della tarda primavera, e coloro che ancora oggi si riconoscono nel movimento del quale si dicono espressione.

Nomi “La maggioranza dei componenti della lista LiberaCasamassima” non ne fanno nel loro ultimo comunicato, ma la spaccatura – evidente – è con il consigliere comunale Giuseppe Nitti e con il gruppo di persone a lui politicamente più vicine, primo fra tutti l’ex vicesindaco della giunta guidata da Vito De Tommaso, Alessio Nitti. Proprio quest’ultimo, infatti, alla fine del luglio scorso sottoscrisse un comunicato – allora, a suo dire, in qualità di rappresentante di LiberaCasamassima – attraverso il quale avanzò senza mezzi termini la richiesta di dimissioni da parte del sindaco, l’azzeramento della giunta e l’apertura di una verifica politica (il sindaco allora rispose con un secco ‘No. Vado avanti’). Mentre più di recente il consigliere comunale, Giuseppe Nitti, si è astenuto al momento della votazione in consiglio sulle linee programmatiche, e ha successivamente votato contro l’approvazione del bilancio di previsione. Azioni, queste, che fanno capire chiaramente a chi “La maggioranza dei componenti della lista LiberaCasamassima” si riferiscano nel muovere le loro critiche.

Giuseppe Nitti, intanto, come ampiamente riportato su queste colonne nel numero del nostro settimanale dell’11 settembre scorso, ha chiarito – secondo il suo punto di vista – di essere “l’unico rappresentante consiliare di LiberaCasamassima”, in virtù “degli articoli 6 e 8 del regolamento per il funzionamento del consiglio comunale, approvato con delibera 79 del 5 novembre 2007 e successive modificazioni. In particolare, l’articolo 6 comma 1 – ha spiegato Giuseppe Nitti – dice che ‘tutti i consiglieri hanno l’obbligo di appartenere a un gruppo, fatta eccezione per il sindaco e il presidente del consiglio, che ne ha facoltà’, mentre l’articolo 8 comma 1 precisa che ‘ciascun gruppo elegge il proprio capogruppo e ne dà comunicazione al presidente del consiglio e al segretario generale. In assenza della comunicazione del nome del capogruppo, è considerato capogruppo chi ha ottenuto il maggior numero di voti’. Sulla base del quadro regolamentare – ha proseguito Giuseppe Nitti – si desume che il gruppo consiliare LiberaCasamassima è composto unicamente da Giuseppe Nitti”. Al di là di questo, adesso è arrivato questo nuovo documento a firma della “Maggioranza dei componenti della lista LiberaCasamassima”, che sancisce l’allontanamento definitivo tra loro stessi e Giuseppe e Alessio Nitti, sottolineando che “il cammino andrà avanti per una diversa pratica della politica, sicuramente fuori da LiberaCasamassima, confermando la scelta del documento del 20 giugno scorso consegnato al sindaco”.

Una spaccatura insanabile, dunque, che sembra sancire il fatto che ognuno adesso andrà per la sua strada. Con LiberaCasamassima che di fatto non esiste più, se considerata quello che era prima del voto del 31 maggio scorso.

[pubblicato su il foglio di Maxima del 25 settembre 2015]

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