Casamassima, Raffaele Orofino salva un rondone

Raffaele Orofinodi Gianluca Zaccheo

Un rondone portato in salvo da Raffaele Orofino, un bimbo di 10 anni dalla proprietà di linguaggio e dall’acutezza di pensiero che dimostrano qualche anno in più rispetto alla sua reale età. È stata una serata che ricorderà a lungo quella vissuta mercoledì scorso, 15 luglio, da Raffaele. Questo nostro piccolo concittadino infatti, lo scorso inverno tra i partecipanti del nostro laboratorio di giornalismo alla scuola elementare Gianni Rodari, ha portato al sicuro un uccello, che senza il suo aiuto con ogni probabilità sarebbe potuto morire. “Mercoledì scorso – racconta a riguardo proprio Raffaele, tra le altre cose anche giovanissimo rappresentante della sezione locale della Lipu (Lega italiana protezione uccelli) – intorno alle 21 mi trovavo in strada con mamma, entrambi in sella alla nostra bici. A un tratto, percorrendo via Angelo Pende, all’altezza della scuola media centrale, mi sono accorto che qualcosa si muoveva per terra, al centro della carreggiata. Mi sono avvicinato, e mi sono accorto che si trattava di un rondone. A quel punto ho chiamato mamma, che nel frattempo era arrivata qualche metro più avanti con la sua bici, chiedendole di fermarci a prestare soccorso all’animale. Siccome mio nonno mi ha insegnato che i rondoni, una volta caduti in terra, non possono spiccare il volo da soli, ma hanno bisogno di aiuto per poter tornare in quota, mi sono fatto coraggio e ho raccolto il volatile tra le mie mani. Ho quindi provato a lanciarlo verso l’alto, ma senza successo, perché è caduto di nuovo sull’asfalto. Nel frattempo un signore, Tommaso Laruccia, si recava a gettare la spazzatura nel bidone dell’immondizia. E così, avendolo visto, l’ho chiamato chiedendogli di darmi una mano nel cercare di far volare l’animale. Tommaso, che mi ha raccontato di essere stato in passato anche addestratore di uccelli – prosegue il suo racconto il piccolo Raffaele – ha provato a sua volta a lanciare verso l’alto il volatile, nella speranza che riuscisse a battere le ali e ad andare via: ma non c’è stato nulla da fare, e il rondone è caduto nel cortile della scuola media centrale. Allora su mia insistenza, e per evitare che questo amico potesse diventare facile preda di qualche gatto randagio, Tommaso ha scavalcato il cancello dell’istituto d’istruzione, ha raccolto il rondone e l’ha riportato, con la mia collaborazione, da capo dall’altra parte del cancello. Quindi, tornato di nuovo lungo la pubblica via, Tommaso l’ha accarezzato, facendolo calmare. E dato che sembrava che questo esemplare avesse dei problemi a un’ala – altrimenti non sarebbe neppure precipitato in strada dove io l’ho trovato – abbiamo pensato di metterlo al sicuro in una scatola di scarpe, sulla quale Anna, la moglie di Tommaso, aveva fatto dei piccoli fori per consentire all’uccello di respirare”.

“Dato che non volevo rientrare a casa senza aver fatto tutto il possibile per salvare questa piccola anima indifesa – prosegue il suo racconto Raffaele – ho convinto mamma ad andare a cercare Eligio, un rappresentante della Lipu locale, che ricordavo abitasse in via Conservatorio. Quindi ci siamo diretti lì, abbiamo chiesto ai vicini di casa di Eligio di indicarci la sua abitazione, e dopo aver parlato con la sua mamma, le abbiamo consegnato il rondone, che lei ci ha assicurato che il giorno dopo avrebbe consegnato agli agenti della polizia municipale. Questi ultimi poi, a loro volta, si sarebbero messi in contatto con l’osservatorio faunistico regionale di Bitetto, dove l’uccello avrebbe trovato cura e riparo. E così, al termine di questa avventura durata oltre due ore, e conclusasi dopo le 23, sono tornato a casa con mamma, felice di aver prestato soccorso a questo amico in difficoltà, nel quale mi sono imbattuto per caso, e contento di aver fatto amicizia con persone gentili e disponibili come Anna, Tommaso e la mamma di Eligio. Poi, il giorno dopo – conclude Raffaele – ho saputo che il rondone è stato curato, dato che era soltanto un po’ disidratato, ed è stato rimesso in libertà”.

[pubblicato su il foglio di Maxima del 24 luglio 2015]

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