Sammichele, ‘Città nuova’ in liquidazione: nominato il commissario dalla maggioranza

consiglio comunale sammichele_città nuova
Un momento della seduta del consiglio comunale di giovedì scorso

di Gianluca Zaccheo

L’associazione partecipata ‘Città Nuova’ ha un commissario liquidatore, il professionista Nicola Notarnicola, nominato giovedì scorso dalla maggioranza consiliare al termine di una seduta infuocata. ‘Città Nuova’ è stata dunque commissariata, attraverso il voto favorevole di tutta la maggioranza, ad eccezione del sindaco Filippo Boscia, che ha abbandonato l’aula all’inizio della discussione del punto all’ordine del giorno relativo a questo argomento, e dell’assessore alle attività produttive Ottavio Vito Viniero, che dopo aver chiarito come il suo impiego alla direzione regionale Puglia dell’agenzia delle entrate non gli impedisse in alcun modo di partecipare al confronto in aula sulla questione, ha comunicato di rimanere al suo posto nel banco consiliare solo per una questione di opportunità, astenendosi da qualsiasi intervento e dalla successiva votazione. Poi, al momento dell’espressione di voto, ha comunque manifestato la sua volontà, optando però per l’astensione. Contrario al commissariamento deciso dal consiglio comunale si è invece detto al momento della votazione il consigliere comunale di minoranza, Marco Sportelli, mentre gli altri esponenti di opposizione, Catia Giannoccaro e Lorenzo Netti, al pari di Giuseppe Vernì, hanno abbandonato il loro scranno al momento del voto.

Questo è stato dunque l’atto conclusivo della vicenda approdata tre giorni fa in aula consiliare. Un atto al quale si è arrivati non senza scossoni, con la tensione che a tratti è apparsa palpabile, e con la minoranza che si è sollevata fermamente nel manifestare il suo profondo dissenso verso la nomina, quella appunto del commissario liquidatore, decisa dalla pubblica assemblea cittadina. “Il consiglio comunale – ha tuonato Catia Giannoccaro giovedì scorso – non può e non deve procedere alla nomina del commissario liquidatore di ‘Città Nuova’. E questo perché l’associazione, con tutti gli organi assembleari, è ancora in piedi. E il Comune, che di ‘Città Nuova’ è uno dei soci al pari di tutti gli altri, non può liquidare proprio un bel niente. L’unica cosa che invece può fare stasera il consiglio comunale, è quella di nominare il presidente dell’associazione, che poi a sua volta riunisca l’assemblea dei soci per poi dar corso agli atti consequenziali. Qui non siamo a casa nostra, dove di fronte a un qualsiasi problema possiamo chiamare qualcuno che ce lo risolva. Il consiglio comunale non può fare atti di gestione, non può dare al liquidatore potere legale, altrimenti ci troveremmo di fronte al sovvertimento del codice civile. Che il consiglio comunale possa conferire un incarico di questo tipo, a mio avviso, rappresenta una cosa mai vista. E poi perché, per liquidare un’associazione, deve essere il Comune ad accollarsi delle spese? Noi ci opponiamo fermamente a questo modo di agire”.

“Non credo proprio – ha incalzato dal canto suo Lorenzo Netti – che il consiglio comunale possa commissariare un soggetto terzo come un’associazione. Quel che può fare, secondo i suoi compiti, è invece nominare il presidente e due componenti del direttivo di ‘Città Nuova’. Se c’è la possibilità di far questo bene, altrimenti si informi il tribunale della situazione e si provveda diversamente ad affidare la presidenza. Perché il fatto che l’amministrazione comunale individui un commissario liquidatore di un ente terzo mi pare fuori da ogni logica. Il Comune ha favorito la creazione di un’associazione che ha una propria autonomia e uno statuto vincolante: il rapporto Comune – associazione, pertanto, adesso è regolato da uno statuto, appunto, che riconosce nell’organo assembleare l’unico soggetto deputato a individuare i commissari liquidatori e stabilirne i compensi. Il Comune non può dunque sostituirsi all’associazione, non può pertanto – ha proseguito ancora Netti – nominare nessuno in tal senso, pagare nessuno, nè tantomeno commissariare un ente con il quale da questo punto di vista non c’entra nulla. La pubblica assise cittadina può invece soltanto eleggere il presidente dell’associazione, che poi a sua volta dovrebbe riunire l’assemblea dei soci e individuare il liquidatore. Alla luce di tutto questo, chiediamo che il provvedimento con il quale l’amministrazione intende commissariare ‘Città Nuova’, nominando un liquidatore, venga ritirato. Perché diversamente potremmo anche essere costretti a sollevare la questione davanti agli enti preposti”.

“Tutta la vicenda relativa a ‘Città Nuova’ – ha detto ancora l’altro consigliere comunale di opposizione, Marco Sportelli – è molto ingarbugliata. L’atto con cui si intende individuare un commissario liquidatore tramite il consiglio comunale mi pare presenti un vizio di forma. Secondo lo statuto dell’associazione, infatti, è l’assemblea dei soci a dover provvedere alla nomina di uno o più liquidatori e non il Comune. Pertanto, trovandoci di fronte a una vicenda in cui ci sarebbe bisogno di mettere ordine, e che attualmente ordinata non è, io voterò contro il provvedimento di nomina del commissario liquidatore”.

“Può il Comune – questi i dubbi sollevati invece nel suo intervento da Giuseppe Vernì, pure lui tra i banchi della minoranza consiliare – approvare la nomina di un liquidatore che mi sembra possa produrre solo l’assemblea dei soci? Può il Comune mettere un’associazione in liquidazione? Questa nomina da parte del consiglio comunale a me pare una forzatura”.

“Il problema – ha precisato invece l’assessore alle opere pubbliche, Vito Carbonara – è che oggi ‘Città Nuova’ non è nelle condizioni di poter fare qualcosa, di applicare lo statuto. E tutti gli attacchi che sono piovuti addosso alla maggioranza su questo argomento, sono spesso stati frutto di cattiverie gratuite”.

Poi è arrivato il momento della votazione, attraverso la quale – con 5 voti favorevoli, 1 contrario e un’astensione – è stato individuato il commissario liquidatore dell’associazione partecipata. Con la minoranza, a parte appunto Sportelli, che ha abbandonato l’aula.

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