Catasto-casa, ci pensa il Comune!?

catasto comunale

di Giovanni Colucci, consulente del Tribunale civile e penale

“A chi ha sarà dato; a chi non ha, a quello sarà tolto”. Questa volta nel mirino finisce una réclame del governo che dal 21 gennaio scorso viene trasmessa dal servizio radiotelevisivo pubblico per mettere al corrente la popolazione circa le agevolazioni introdotte dalla legge Sblocca Italia (legge di conversione n. 164/2014) per i lavori di adeguamento e manutenzione della casa. “È casa tua, decidi tu”, sostiene la campagna liberalizzando alcuni lavori interni per i quali in precedenza era necessario pagare gli oneri di urbanizzazione e presentare la Scia. “Oggi tutto è più semplice” secondo il governo, dagli interventi di accorpamento di più immobili a quelli di suddivisione. Rientrano nella fattispecie, ad esempio, la realizzazione di una scala interna per collegare i due piani, come pure l’ampliamento dell’abitazione realizzato accorpando due unità immobiliari sullo stesso pianerottolo. La pubblicità si chiude affermando, poi, che “all’accatastamento ci pensa il Comune”. Ed è subito polemica. Gli ordini e i collegi delle professioni tecniche giudicano proprio questo passaggio in cui si afferma, sulla base della modifica introdotta dallo Sblocca Italia, che l’accatastamento non sarà più a carico del cittadino ma del Comune. Il timore è, ne è convinto peraltro anche chi scrive, che, a fronte dell’introduzione della suddetta ‘semplificazione’, si possa originare un disallineamento dei dati catastali con conseguenti ritardi nell’aggiornamento della banca dati del territorio e con imprescindibili ripercussioni negative anche sulla riforma del catasto appena avviata. Ergo, una ‘semplificazione’ che rischia di non produrre per intero i benefici decantati. Difatti, un eventuale nuovo arretrato nell’aggiornamento catastale, dovuto alla farraginosa macchina burocratica pubblica, potrebbe causare un allungamento dei tempi di compravendita immobiliare, qualora la planimetria presente in atti in catasto non fosse conforme al reale status quo dell’immobile. Questa è secondo voi semplificazione? I proprietari di immobili – oltre a non poter amministrare direttamente la pratica di variazione catastale con esperti di loro fiducia – potrebbero riscontrare notevoli difficoltà anche solo nel seguire la tracciabilità della stessa a causa dei noti ostacoli burocratici: la mancanza di dialogo tra le due amministrazioni – Comune e Agenzia delle entrate – deputate a svolgere ruoli e funzioni differenti. Non solo, sono ipotizzabili anche variazioni di rendita catastale, con classamenti automatici, ovvero del reddito che l’Agenzia delle entrate attribuisce a ogni singolo bene immobile e che rappresenta la base fiscale su cui vengono calcolate le imposte (imposta sui redditi, Imu, imposta di registro etc.).

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