Sammichele, gli agricoltori sempre sul piede di guerra: “Imu sui terreni, imposta scellerata”

trattori a sammichele imu

[g.z.]

“L’Imu agricola rappresenta un’imposta non sostenibile per gli agricoltori. E per questo va contestata. Contestata perché risultato di una legge statale scellerata. E anche illegittima, perché le norme che impongono nuove tasse o imposte non possono avere effetto retroattivo. E invece l’Imu sui terreni è stata istituita alla fine del 2014, in riferimento però a un periodo d’imposta che parte dal 1°gennaio, andando a far gravare sull’impresa agricola un ulteriore costo non previsto nè prevedibile, peraltro nel corso di un’annata già di per sé seriamente compromessa da numerose calamità meteorologiche”. Sale ancora forte il grido d’allarme lanciato dal comitato operatori agricoli di Sammichele, che ieri mattina sono scesi in piazza coi loro trattori per urlare il loro no all’introduzione di questo balzello. “L’articolo 53 della Costituzione – prosegue il comitato sammichelino – dice che ‘tutti sono tenuti a concorrere alle spese in ragione della capacità contributiva’. Ma la capacità contributiva, alla luce dei nuovi sviluppi, sembra significare soltanto ‘capacità reddituale’. Questa nuova imposizione, tra l’altro, fa fronte a un’esigenza immediata della pubblica amministrazione: quella di fare cassa. E questo a prescindere da qualsiasi considerazione o riflessione riguardo le conseguenze economiche, sociali e ambientali che l’introduzione dell’Imu agricola comporta. Ancora una volta si è preferito colpire l’economia reale, tutelando l’economia finanziaria che tanti danni ha già provocato. E questo a quale prezzo? Forse a quello che determina l’aumento del divario tra ricchi e poveri, tra nord e sud del Paese. Con questa imposta – continua il comitato operatori agricoli di Sammichele – si va a colpire un settore, quello agricolo, che già vive una fase più che fallimentare: i ricavi infatti spesso non coprono i costi, e l’indebitamento degli operatori agricoli cresce di conseguenza a dismisura. Senza dimenticare che si colpiscono terreni che non producono reddito (anche non coltivati), o che producono un reddito che comunque non consente di sostenere una nuova imposizione fiscale. Il valore dei terreni agricoli è in caduta libera, pertanto un prelievo fiscale indiscriminato non potrà che determinare un ulteriore calo, anche in considerazione del fatto che in tanti potrebbero pensare di disfarsi dei loro fondi a qualsiasi costo, al fine di non aggiungere spese a spese. E un’eventuale ma tutt’altro che improbabile mancanza di reddito potrebbe generare l’aumento dei terreni in stato di abbandono con gravi rischi ambientali e sociali. Potrebbero infatti crescere incendi e inondazioni, svilupparsi e diffondersi insetti particolarmente nocivi (non sfugga a tal proposito il fatto che quasi sicuramente la mancanza di coltivazione dei terreni sia stata una concausa dello sviluppo della xylella che sta devastando gli ulivi nel Salento), aumentare la desertificazione. Senza considerare i danni che potrebbero derivare al turismo e all’immagine del territorio e all’occupazione, con tutte le annesse conseguenze. La terra è un bene al servizio della comunità, e come tale va salvaguardato, anche perché le generazioni future possano vedersi garantito un ambiente salutare, e non essere costrette ad abbandonarla. Occorre dare la possibilità a chi crede nell’agricoltura di pensare al proprio futuro, e di immaginarlo concretamente anche alla guida di aziende innovative e produttive, organizzando anche investimenti a lungo termine. Forse la verità è che i nostri politici e governanti, non sapendo fare economie di spesa per tenere il passo con gli impegni europei, aggiungono il danno alla beffa, colpendo chi quotidianamente non fa altro che stringere la cinghia. E’ bene ricordare che da sempre l’agricoltura rappresenta l’elemento propulsivo dell’economia del nostro paese, ma rappresenta anche un settore primario e strategico di ogni Stato. Pertanto va salvaguardata e difesa con ogni strumento possibile”.

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