Sammichele, maggioranza e opposizione unite contro l’Imu. Ma in aula è comunque scontro

sammichele_consiglio comunale

di Gianluca Zaccheo

Un voto unanime. Con maggioranza e opposizione unite, almeno stavolta, per dire no all’Imu sui terreni agricoli. Anche se sull’argomento non sono comunque mancate frizioni, e critiche anche aspre in aula, rivolte dalla minoranza a chi attualmente è alla guida del governo cittadino. Con l’amministrazione che, dal canto suo, le ha respinte con fermezza. Ma andiamo con ordine.

Ieri sera la pubblica assise cittadina ha approvato all’unanimità, con i voti favorevoli di tutti i presenti alla seduta, compresa tutta l’opposizione, una delibera attraverso la quale è stato deciso di avanzare al Tar del Lazio – come già fatto da altri Comuni della provincia e di tutta Italia – la richiesta di annullamento dell’Imu sui terreni agricoli. Con lo stesso documento, inoltre, il consiglio comunale ha deliberato di dare mandato al sindaco e alla giunta di verificare la possibilità di intraprendere azioni giudiziarie al fine di contestare e contrastare i parametri Istat che escludono Sammichele dalla lista dei comuni montani o parzialmente montani, dunque esenti o parzialmente esenti dal pagamento del tributo, ma si sono anche intraprese altre iniziative. Attraverso l’introduzione di un emendamento proposto dal consigliere di minoranza Catia Giannoccaro, infatti, subito fatto proprio dall’intera assise, è stato anche stabilito che il Comune farà tutto il possibile per evitare che Sammichele possa perdere – a seguito di un’apposita revisione in atto da parte degli organi competenti – il requisito di zona svantaggiata per quel che riguarda il settore agricolo. E questo perché se ciò dovesse eventualmente accadere – è stata la considerazione condivisa da tutti in aula – gli agricoltori sammichelini rischierebbero di perdere le relative agevolazioni contributive, peraltro in un momento di grande difficoltà per l’intero comparto. E poi, ancora, sempre attraverso la stessa delibera approvata senza alcun voto contrario, è stato anche assunto l’impegno da parte dell’amministrazione di verificare la possibilità di rimborsare ai contribuenti eventuali somme versate in eccedenza a copertura dell’imposta. Questo, in sintesi, è il contenuto di quanto deliberato dalla maggioranza e dall’opposizione, rappresentata in aula da Lorenzo Netti, Catia Giannoccaro, Marco Sportelli e Giuseppe Vernì. Ma la sintesi perfetta raggiunta alla fine tra chi governa e chi è in minoranza non deve trarre in inganno dato che – come detto – non sono mancati momenti di tensione e di duro scontro politico tra chi è da una parte, e chi dall’altra, dei banchi consiliari.

“Il cambio di atteggiamento da parte del sindaco, Filippo Boscia, nei confronti del tema Imu sui terreni agricoli – ha spiegato infatti il consigliere di opposizione, Lorenzo Netti, durante la fase di confronto in aula precedente la votazione finale – non può che essere da noi accolto con soddisfazione. Tutto questo, però, non può farci dimenticare l’assoluta assenza dell’amministrazione in questi ultimi due mesi. Da quando il problema Imu agricola si è presentato in tutta la sua gravità, vale a dire dal 28 novembre scorso, e fino ad oggi, sindaco e amministrazione non hanno fatto nulla. Non posso dimenticare il lavoro di tutta l’opposizione, capace di mobilitarsi immediatamente e di raccogliere 1.000 firme di comuni cittadini, al fine di contrastare questa assurda e ulteriore tassazione. Così come non posso ignorare il fatto che, senza la mobilitazione promossa qui a Sammichele dalla minoranza, e senza la proroga della scadenza inizialmente prevista a dicembre slittata al 26 gennaio e poi al 10 febbraio, probabilmente l’amministrazione sarebbe passata all’incasso di questa tassa quasi due mesi fa. Ora siamo tutti d’accordo che l’Imu agricola sia un’imposta iniqua, ingiusta, che rischia di mettere in ginocchio un’agricoltura già fortemente in crisi, e allora – ha proseguito ancora Netti – sarebbe bene adottare una soluzione coraggiosa. In questa situazione particolare noi abbiamo l’obbligo di dire ai nostri concittadini, con coraggio appunto, di non pagare l’Imu agricola, altrimenti la nostra richiesta di annullamento della stessa servirebbe solo a calmierare le proteste di chi vede in pericolo l’intero comparto agricolo. Il 29 dicembre scorso, inoltre, noi della minoranza, come il regolamento del consiglio comunale ci permette di fare, abbiamo avanzato la richiesta di convocazione urgente della pubblica assise per discutere dell’argomento, eppure siamo in aula soltanto un mese dopo. E se non ci fosse stata la proroga del pagamento della tassa al 10 febbraio prossimo, chissà cosa sarebbe successo”.

“Nella richiesta di consiglio avanzata dalla minoranza a fine dicembre – ha ribattuto a Netti il sindaco Boscia – mancava il deliberato. Noi non abbiamo contestato la formulazione dell’ordine del giorno, che era quello che era stato predisposto dall’Anci (associazione nazionale comuni italiani, ndr) ma ripeto, in quella richiesta della minoranza mancava il deliberato. Ma a parte questo, invito chiunque a trovare un solo atto promosso da questa amministrazione che vada contro la necessità di far di tutto perché l’Imu agricola venga annullata. Non c’è una sola parola da noi pronunciata che vada in direzione opposta rispetto a quanto stasera anche la minoranza e tutti i nostri agricoltori chiedono. Si possono muovere forse delle critiche sulla forma del mio e del nostro operato, ma non sul contenuto. Del resto chi è quell’amministratore che non voglia andare incontro alle necessità dei cittadini preferendo vessarli di tasse? Noi abbiamo detto da subito che avremmo fatto il possibile per contrastare questa imposta, e quello stiamo facendo”.

“Sì – ha aggiunto ancora Netti – ma i contenuti hanno un senso finché a quegli stessi contenuti aggiungiamo una tempistica corretta. E se il governo centrale non avesse fatto slittare il pagamento dell’Imu sui terreni relativo al 2014 al 10 febbraio, ci saremmo trovati a fare un consiglio comunale il 29 gennaio con un pagamento dell’imposta – inizialmente previsto il 26 gennaio – in scadenza tre giorni prima”.

Lettura, quest’ultima, rigettata dal sindaco Boscia, che dal canto suo ha ribadito le sue ragioni. “In quanto alle 1.000 firme raccolte dall’opposizione contro questa imposta – ha detto invece l’assessore al bilancio, Maria Dina Liotino – sarebbe interessante sapere che tipo di documento è stato proposto alla cittadinanza per la sottoscrizione. E’ stato spiegato alla popolazione che l’Imu agricola non è stata introdotta per volontà degli enti locali ma è stata subita dagli stessi per volere del governo centrale? I Comuni – ha aggiunto – non sono i rampolli spreconi della pubblica amministrazione, ma è il governo a obbligare uno scellerato coinvolgimento dei sindaci alla raccolta di denaro che poi non va a finanziare neanche le casse municipali, ma quelle dello Stato. Quindi ora servirebbe promuovere un impegno di tutte le categorie, al fine di contrastare questo tipo di operatività del governo romano”.

“Quanto alla proposta del consigliere Netti di invitare i cittadini a non versare questa imposta – ha sottolineato ancora il primo cittadino – la stessa non può essere accolta. E questo perché un sindaco e un’amministrazione non possono in alcun modo invitare la cittadinanza a non pagare le tasse. Questo la legge non lo permette. E’ possibile mettere in campo campagne di sensibilizzazione circa i vari problemi, questo sì. E questo faremo anche attraverso la delibera che andiamo ad adottare stasera”.

Poi vi sono stati – come detto – la proposta di emendamento, sposata dall’intera assise cittadina, formulata dal consigliere di minoranza Catia Giannoccaro, gli interventi di Marco Sportelli – che ha invitato il consiglio all’unità su questo argomento di fondamentale rilevanza per la cittadinanza – e di Giuseppe Vernì, e i chiarimenti sulla questione dell’assessore all’agricoltura Ottavio Vito Viniero, che ha specificato anche che l’aliquota sull’Imu sui terreni agricoli è pari allo 0,76%. Alla fine sono arrivati la votazione e l’accoglimento unanime del provvedimento proposto e dei relativi emendamenti.

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