Sblocca Italia, colpo di scena: torna il regolamento unico. Rup protagonista nei permessi, abolizioni e novità

bandiera italia con omino

di Giovanni Colucci, consulente tecnico del tribunale civile e penale

Il testo del decreto legge n. 133 del 12 settembre 2014 detto ‘Sblocca Italia’, coordinato con la legge di conversione n. 164 dell’11 novembre 2014, recante ‘Misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive’, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 262 dell’11 novembre 2014, contiene numerose disposizioni, tra loro differenti, che mirano a fare ripartire il farraginoso sistema Italia. Tra le norme della legge ‘Sblocca Italia’ ce ne sono molte che riguardano il settore delle costruzioni. Ecco, dunque, le novità della legge che riguardano l’edilizia.

Permesso di costruire: la protrazione dei termini di legittimità del permesso di costruire (inizio o fine lavori) può essere accordata solo in quattro casi specifici con provvedimento motivato: 1) per circostanze insorte estranee alla volontà dell’intestatario del permesso; 2) in considerazione dell’importanza del manufatto da realizzare; 3) particolari peculiarità tecnico-costruttive del manufatto; 4) complessità tecnico-esecutive affiorate in seguito all’inizio dei lavori, ovvero quando si tratti di opere pubbliche il cui finanziamento sia previsto in più esercizi finanziari. Da evidenziare anche che per la durata del titolo legittimante di manufatti particolarmente complessi, i tempi sono raddoppiati, in base a un provvedimento motivato del responsabile del procedimento.

Regolamento edilizio unico: colpo di scena! Eccolo riapparire nuovamente e definitivamente nella legge ‘Sblocca Italia’. Ma, cos’è? Rappresenterà un modello tipo che individuerà le caratteristiche prestazionali degli immobili, con particolare riguardo alla sicurezza e al risparmio energetico, che dovrà essere impiegato da tutti i comuni italiani.

Comunicazione d’inizio lavori: tutti gli interventi edilizi consistenti nel frazionamento o nell’accorpamento di unità immobiliari con la realizzazione di opere, anche se comportanti la modificazione delle superfici delle singole unità abitative tanto più che del carico urbanistico, possono essere realizzati tramite comunicazione d’inizio lavori. Ergo, unico vincolo imposto: non deve essere alterata la volumetria complessiva del fabbricato e la sua destinazione d’uso.

Segnalazione certificata d’inizio attività: esordio della Scia (segnalazione certificata d’inizio attività) nel testo unico dell’edilizia. Cosa si potrà fare con la nuova Scia? Si potranno realizzare le varianti a permessi di costruire che non configurano una variazione sostanziale, a condizione che siano corrispondenti ai precetti urbanistico-edilizi e siano attuate dopo l’ottenimento dei potenziali atti di assenso prescritti dalla normativa sui vincoli paesaggistici, idrogeologici, ambientali, di tutela del patrimonio storico, artistico ed archeologico e dalle altre norme e leggi di settore.

Manutenzione ordinaria e straordinaria: tutti quegli interventi edilizi necessari al frazionamento od all’accorpamento di unità immobiliari con la realizzazione di opere anche comportanti la modificazione delle superfici delle singole unità abitative tanto più che del carico urbanistico rientrano ora nella manutenzione straordinaria. Valgono, come per il punto precedente, i vincoli imposti della volumetria e della destinazione d’uso. Con gli interventi di manutenzione ordinaria, invece, si potranno anche eseguire opere di installazione delle pompe di calore aria-aria di potenza termica utile nominale inferiore ai 12 Kw.

Contributo di costruzione: il contributo di costruzione sarà obbligatorio solo per il costo di costruzione, mentre non verrà calcolato sulle opere di urbanizzazione che sono invece a carico del privato, che ne resta pertanto proprietario. Questo vale sia per i lavori di trasformazione urbana complessi che per quelli in diretta attuazione dello strumento urbanistico.

Denuncia d’inizio attività: tramite Dia si potranno eseguire soltanto gli interventi alternativi al permesso di costruire. La super Dia non andrà più distinta dalla normale Dia.

Deroga agli strumenti urbanistici: la concessione del permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici (art. 14 del testo unico edilizia), verrà consentito per gli interventi di ristrutturazione edilizia, realizzati anche in aree industriali dismesse, mediante richiesta di permesso di costruire anche in deroga alle destinazioni d’uso, previa deliberazione del consiglio comunale che ne attesterà l’interesse pubblico. Ergo, condizione vincolante perché questo possa avvenire è che il cambio di destinazione d’uso non comporti un aumento della superficie coperta prima dell’intervento di ristrutturazione.

Mutamento d’uso urbanisticamente rilevante: costituisce mutamento d’uso urbanisticamente rilevante ogni forma di utilizzo dell’immobile o della singola unità immobiliare diversa da quella di origine, sebbene non accompagnata dall’esecuzione di interventi edilizi, purché tale da comportare l’attribuzione dell’immobile o dell’unità immobiliare considerati ad una diversa categoria funzionale tra le seguenti: residenziale; turistico-ricettiva; produttiva e direzionale; commerciale; rurale. Il cambiamento della destinazione d’uso all’interno della stessa categoria funzionale è sempre consentito.

Permesso di costruire convenzionato: qualora le esigenze di urbanizzazione possano essere soddisfatte con una modalità semplificata, sarà possibile il rilascio di un permesso di costruire convenzionato. La convenzione, approvata con delibera del consiglio comunale, salva diversa previsione regionale, specifica gli obblighi, funzionali al soddisfacimento di un interesse pubblico, che il soggetto attuatore si assume ai fini di poter conseguire il rilascio del titolo edilizio, il quale resta la fonte di regolamento degli interessi.

Autorizzazione paesaggistica: viene abrogato il ricorso alla conferenza di servizi e, in sostituzione, si prescrive che decorsi inutilmente giorni sessanta dalla ricezione degli atti da parte della soprintendenza senza che questa abbia reso il prescritto parere, l’amministrazione competente provvederà comunque sulla domanda di autorizzazione.

Interventi di conservazione: saranno consentiti interventi edilizi da effettuare sui fabbricati esistenti non più compatibili con gli indirizzi della pianificazione, da individuare con lo strumento urbanistico. In tale ambito l’amministrazione comunale può favorire, in alternativa all’espropriazione, la riqualificazione delle aree attraverso forme di compensazione incidenti sull’area interessata e senza aumento della superficie coperta rispondenti al pubblico interesse e comunque rispettose dell’imparzialità e del buon andamento dell’azione amministrativa. In attesa dell’attuazione del piano, il proprietario potrà eseguire tutti gli interventi conservativi, ad eccezione della demolizione e successiva ricostruzione non giustificata da obiettive ed improrogabili ragioni di ordine statico od igienico sanitario.

Sanzioni per inottemperanza alla demolizione: per gli interventi edilizi eseguiti in totale assenza del permesso di costruire, in totale difformità o con variazioni sostanziali, in caso di inosservanza, è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria di importo compreso tra i 2.000,00 euro e i 20.000,00 euro. La sanzione, in caso di opere abusive edificate sulle aree e sugli edifici a vincolo d’inedificabilità, o destinate ad opere e spazi pubblici ovvero ad interventi di edilizia residenziale pubblica, ivi comprese le aree soggette a rischio idrogeologico elevato o molto elevato, sarà sempre irrogata nella misura massima.

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