La Beatlemania sul palcoscenico del Petruzzelli. Con Neri Marcorè

Beatles Submarine (ph. Bepi Caroli)
Beatles Submarine (ph. Bepi Caroli)

di Maria Caravella

Sullo sfondo del palcoscenico la proiezione di un video realizzato da Francesco Frongia su disegni di Daniela Dal Cin. Una miriade di colori, immagini surreali di omini, animaletti, alberi e foreste… e infine il mare fatto di mille sfumature colorate; ad attraversarlo un grande “sottomarino giallo” giacche di strass, parate di scarafaggi e fragoloni giganti, prende vita così il “mondo Beatles” in un gioco caleidoscopico concepito come un mosaico di elementi accostati per suggestioni e slanci surreali.

Ed eccolo arrivato anche al Petruzzelli di Bari; uno spettacolo-concerto consacrato alla spensierata e fantastica esplorazione dell’universo della leggendaria band di Liverpool.
“Beatles Submarine” considerato da tutti ormai la beatlemania portata in palcoscenico, abilmente rivisitata dal poliedrico talento di Neri Marcorè, in veste di attore e cantante, rivelatosi per l’occasione showman a 360 gradi e dai quattro professori della famigerata Banda Osiris. È un “Magical mystery tour” che raccoglie suggestioni, musiche, frammenti biografici, canzoni e racconti dei favolosi Beatles, una fantasmagoria visionaria e coloratissima, a dimostrazione che il fenomeno Beatles non è stato una moda, bensì una vera e propria cultura, fatta di dolci collere e speranze.

Abilmente montati, frammenti biografici da Liverpool a New York, parole di Paul Mc Cartney e poesie di John Lennon, pensieri in libertà e fantasia si mescolano alle hit della band più famosa del ‘900, c’è tutta l’originalità che da sempre contraddistingue la Banda Osiris: «Strawberry Fields», «Yesterday» e un’imprevedibile «Hey Jude» reinterpretata come un jodl tirolese, una ninna nanna, una marcia funebre e un canto gregoriano. Per non parlare di «Lucy in the Sky with Diamonds» che diventa una letterina scritta a ritmo di strumenti a fiato come fossero una macchina da scrivere.

Come ha evidenziato lo stesso Gallione, autore del testo e della regia, si tratta di uno spettacolo surreale e divertente che prende vita da una storia fantastica: quindici miliardi di anni fa un fabbricante di animali crea gli scarafaggi, in inglese “beatles”, ritenuti degli esseri sfrontati e boriosi, per questo condannati a vivere nella spazzatura. In seguito però si pente e decide di insegnare loro a suonare, dando vita così a quelli che diventeranno i mitici Beatles.
Come dice lo stesso Neri Marcorè “L’obiettivo è quello di far salire il pubblico sul famoso “sottomarino giallo”, “Yellow submarine”, e condurlo alla scoperta di quegli anni”. Uno spettacolo musicale durante il quale non sono mancati i racconti sognanti di John Lennon, le poesie di Paul McCartney e approfondimenti sulle incommensurabili note che le canzoni dei Beatles ispirano. Numerosi i testi scelti dalla regia per rievocare la magica atmosfera di quegli anni: da “Lucy in the sky” a “Immagine”, da “Strawberry fields forever a “Eleanor rigby; tutte intervallate da brevi monologhi durante i quali Marcorè tratteggia, con sano umorismo, coinvolgendo con ilarità il pubblico del politeama barese, sui periodi di successo vissuti dal quartetto di Liverpool: l’esordio, la prima ospitata in tv, la Beatlesmania che coinvolse in quegli anni, gli animi di molti, ma anche il dilagare degli stupefacenti, fino ad arrivare all’omicidio di John Lennon, argomento forte trattato nel corso della serata in cui, invece di sorridere, il pubblico si è ritrovato a riflettere.
Il tutto addolcito da levità, spensieratezza e ironia. Con una indefinita e goliardica fantasmagoria, Beatles Submarine documenta che il “fenomeno Beatles”, a più di cinquant’anni dalla sua detonazione, ha veicolato una vera e propria cultura che ancora inesorabilmente permea la nostra contemporaneità. Il punto di forza dello spettacolo di Giorgio Gallone è sicuramente nel ritmo narrativo pieno di digressioni, ben scritto e diretto e ovviamente sulle musiche; nelle originali ed intelligenti reinterpretazioni dei quattro talentuosi professori della Banda Osiris e sulle appropriate perfomance di Marcorè, Una combinazione perfetta per due serate all’insegna del successo nel capoluogo pugliese.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.