A Casamassima il presidente della Fiera del Levante, Patroni Griffi

patroni griffi

di Gianluca Zaccheo

Quale identità ha Casamassima secondo i suoi concittadini? Ce l’ha un’identità? O forse ne ha più di una e possiede anche più di un elemento di caratterizzazione? E’ partendo da queste domande, declinate ai casamassimesi nelle settimane scorse, che il Partito democratico ha dato il via a ‘Casamassima 2020, costruiamo insieme il futuro del nostro paese’, l’iniziativa andata in scena ieri pomeriggio, sabato 15 novembre, nell’auditorium delle Offinine Ufo, in via Amendola. Nel corso dell’appuntamento, al quale ha preso parte un’ampia cornice di pubblico, fra cui comuni cittadini e rappresentanti di enti, associazioni e realtà locali, si è discusso proprio del fatto che Casamassima – pur avendo enormi potenzialità – di fatto al momento non possegga un elemento che la distingua nella sua unicità, come avviene per esempio nella vicina Sammichele con la zampina, a Gioia del Colle con i latticini, o ad Acquaviva con la cipolla rossa. E si è provato a capire anche cosa si possa fare per cercare di colmare questa lacuna.

Prima dell’inizio del dibattito in sala, alla presenza di ospiti quali il presidente della Fiera del Levante Ugo Patroni Griffi, il rappresentante della Camera di commercio di Bari, Natale Mariella, il sindaco di Acquaviva, Davide Carlucci, la componente del Gal del sudest barese, Angela Mileto, e la giornalista del Corriere del Mezzogiorno, Michela Ventrella, ai presenti è stato fatto vedere un breve filmato, girato nella nostra cittadina, attraverso il quale si chiedeva ai residenti come vedessero Casamassima. E le risposte non sono state incoraggianti, dato che c’è stato chi ha ritenuto che Casamassima “non abbia alcuna identità”, chi la associa “soltanto al centro commerciale”, chi ha detto “che negli anni ha perso i suoi punti di forza, come per esempio il Carnevale”, ma c’è stato anche qualcuno secondo il quale “tra la nostra realtà e quelle limitrofe non vi è alcuna differenza”. Alla luce di queste considerazioni, si è poi aperta la discussione, con Ugo Patroni Griffi che è stato il primo a prendere la parola. “Il marketing – ha osservato il presidente della Fiera del Levante – prevede che su un determinato territorio vengano fatte un’analisi, un piano, uno studio in grado di far emergere quali siano i punti di forza, e quali quelli di debolezza, di una determinata realtà. Quando si identifica Casamassima con Auchan – ha proseguito – si indica una potenzialità del territorio, quella del centro commerciale, che non deve essere un corpo alieno rispetto al centro cittadino. In questo lavoro di verifica del territorio stesso, inoltre, i punti di forza vanno scremati per evitare che si dia spazio soltanto a un libro dei sogni, ma va anche ben individuato – in rapporto al momento economico che stiamo vivendo, e a quelli che sono i progetti realmente realizzabili – qual è il tessuto economico prevalente: qui a Casamassima non è del tutto chiaro se ci troviamo di fronte a una realtà soprattutto agricola o commerciale, ma in ogni caso una volta fatta questa analisi è anche fondamentale porsi un obiettivo e chiedersi: dove vogliamo andare? Quale tipo di indotto vogliamo attrarre? Perché non si pensa di includere Casamassima nella Zes, la zona economica speciale, dato che qui esiste una realtà economica? E poi non va dimenticata l’importanza della comunicazione, la pubblicità mirata, in grado di far conoscere le potenzialità di un territorio al di fuori del territorio stesso. Se Casamassima sarà capace di riflettere su sé stessa, se riuscirà a individuare la sua collocazione, allora ha tutte le carte in regola per dire la sua, perché è una bella cittadina”.

“Casamassima – ha detto invece Natale Mariella della Camera di Commercio di Bari – ha soltanto bisogno di acquisire maggiore consapevolezza delle sue potenzialità. Ha un bel centro storico, intatto, favorito dal fatto che le direttrici viarie principali non lo attraversino e non passino al suo interno, quindi bisognerebbe innanzitutto cominciare a lavorare su questo. E poi qui c’è bisogno di intervenire sul marketing territoriale, per cercare di attrarre investimenti e far sì che gli investitori stessi entrino nel territorio in maniera positiva e sostenibile. I finanziamenti a pioggia oggi non esistono più, ma il problema, ancor più che i soldi – ha sottolineato ancora Mariella – sono le idee, le prospettive, i progetti a lungo periodo in grado di aggiungere qualcosa ai territori. Se si è capaci di seguire quest’ultima direzione, se si riesce a proporre progetti seri, l’Europa offre sostegno. Ed è su questa strada che ci si deve muovere”.

Poi ha preso la parola il sindaco di Acquaviva Davide Carlucci, che nella sua cittadina ha visto crescere e svilupparsi sempre più nel tempo le potenzialità legate alla cipolla rossa locale, che oggi si coltiva in agro di Acquaviva, ma anche in quello di Gioia, Cassano e Sammichele. “La strada da seguire, già dall’immediato futuro – ha spiegato il primo cittadino – è quella del Deco, la denominazione comunale del prodotto, che certifica la provenienza dell’alimento, e allo stesso tempo tutela i produttori locali. Per quel che riguarda la nostra esperienza, stiamo cercando di creare un’associazione di comuni che faccia squadra per promuovere ciascuno la propria tipicità, e questo in vista di Expo 2015, ma non solo. Altre strade, come per esempio la Dop (denominazione di origine protetta, ndr) o l’Igp (l’indicazione geografica protetta, ndr) sono più dispendiose e afferiscono maggiormente alla sfera dei privati. Nei nostri comuni il nemico da combattere è l’individualismo. Noi ad Acquaviva con l’ospedale Miulli, così come Casamassima col centro commerciale, abbiamo il problema di identificarci con queste grandi realtà, che tuttavia non sono e non devono essere vissute come un disvalore per il territorio, anzi. Il Miulli per noi e il centro commerciale per Casamassima sono dei valori aggiunti, ed è sbagliato a mio avviso avere un atteggiamento astioso verso queste realtà. Per me il Miulli è un’eccellenza da difendere, e consiglierei a Casamassima di avere lo stesso atteggiamento nei confronti del centro commerciale, dal quale il territorio può trarre grande vantaggio”. officine ufo-pdPoi la giornalista Michela Ventrella ha portato l’esempio di due località, la siciliana Favara, in provincia di Agrigento, e la pugliese Martignano, nel leccese, diventate famose e conosciute a livello internazionale. “A Martignano, piccola cittadina di 2.000 abitanti – ha sottolineato – c’è un palazzo del 1700 che era coabitato da varie associazioni. A un certo punto una cooperativa ha chiesto al Comune di poter utilizzare l’immobile, che le è stato consegnato dopo aver trovato un’altra sede alle associazioni. E oggi quel vecchio palazzo è diventato un parco turistico – culturale che attira visitatori da tutto il mondo, anche statunitensi, e Martignano una località in cui i bed and breakfast sono pieni anche a novembre. E qui gli anziani che parlano il loro dialetto greco, che una volta si nascondevano, oggi cantano le loro filastrocche antiche per strada. Questa è la dimostrazione che attraverso l’interazione tra i cittadini e gli enti pubblici, e la buona pratica amministrativa, si possono raggiungere risultati eccellenti”.

“L’obiettivo del Gal Seb – ha evidenziato invece Angela Mileto – è quello, tra le altre cose, di riqualificare il nostro territorio in termini rurali. Casamassima ha forti potenzialità che potrà esprimere facendo rete con gli altri comuni del Gal. Proprio in quest’ottica abbiamo approvato un progetto di itinerari sulla sentieristica che permetterà a ciascuna realtà di esprimere le sue specificità. Il futuro è apertura e non chiusura e individualismo”.

Sono seguiti nel corso del pomeriggio numerosi interventi da parte del pubblico e dei rappresentanti delle associazioni cittadine.

Gianluca Zaccheo

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