Bari, i socialisti si ritrovano: “Le grandi riforme del paese portano la nostra firma”

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di Marilena Rodi

“Le più grandi riforme in questo paese portano la firma socialista, è un dato inconfutabile: istruzione, infrastrutture, lavoro.. I socialisti hanno fatto la storia d’Italia”. Claudio Signorile, onorevole e presidente della ‘Fondazione Riformismo forte’, conclude così il “primo di una lunga serie di incontri”, in cui si sono ritrovati ieri, venerdì 7 novembre, dopo anni di lontananza, i socialisti pugliesi. A rispondere all’appello amarcord di Signorile, Onofrio Introna, Biagio Marzo, Annalisa Montinaro, Ennio Pascarella, Franco Pastore, Donato Pellegrino, Alfredo Spalluto, Donato Troiano e Fabiano Amati, che a turno hanno animato il dibattito con frecce scoccate dall’arco delle memorie e della militanza.

“Riformismo forte – ha spiegato Signorile – sta per azione determinata, non blanda. Mi viene in mente – ha detto – il riformismo debole di Enrico Letta. Molte idee, tanti inizi molti intoppi. Ogni tentativo di riforma è arrivato annacquato, disperso nella mediazione, e alla fine abortito. Noi invece, siamo per l’azione, per lo scontro se occorre, per la chiarezza degli obiettivi e dei risultati. Ecco, dovremmo ricominciare a dialogare tra noi, riunirci e offrire a chi vuol fare le riforme il nostro appoggio”. Che si tratti di Michele Emiliano (che ha inviato un messaggio di saluto), per esempio, sarà da valutare.

Intanto, al tavolo dei relatori sedevano intellettuali e professionisti che con i loro contributi, hanno fecondato gli interventi politici. Vito Labarile ha affrontato il tema delle risorse culturali facendo riferimento alla capacità dei territori di costruire attrattori culturali (vedi Matera); a Jacopo Signorile erano state affidate le risorse finanziarie, e a Ercole Incalza quelle territoriali. “Cominciamo dalla Puglia la nuova stagione del Riformismo forte – è riportato nel documento di presentazione della Fondazione – i mille giorni che dovranno cambiare l’Italia”. “Perché il Mezzogiorno può essere davvero la principale risorsa del Paese.. Risorsa umana per la grande disponibilità di giovani senza lavoro, con un livello di formazione adeguato ad una strategia di sviluppo industriale e terziario di alta qualità. Risorsa finanziaria, perché per il periodo 2014-2020 i fondi strutturali europei destinano al Mezzogiorno continentale più la Sicilia oltre 22 miliardi di euro; a questi vanno aggiunti il cofinanziamento statale e le risorse previste dal Fondo di Sviluppo e Coesione che superano i 50 miliardi di euro. Risorsa territoriale, perché può utilizzare la sua collocazione geografica per una importante strategia economica”. C’è spazio anche per una citazione che ricorda il sindaco Emiliano: “Nella piramide istituzionale – continua il documento – la crisi e la trasformazione degli enti intermedi (Regione e provincia) apre la strada ad una figura nuova che esprime i poteri del territorio: non più il governatore, ma il sindaco della Regione”.

Sulle forze logistiche e geografiche la fondazione ha le idee chiare: “la Puglia con i sistemi logistici portuali ed aeroportuali di Bari, Brindisi, Taranto e Foggia è in condizione di realizzare in tempi brevi, se adeguatamente sostenuto da una politica mirata e consapevole, utilizzando bene le risorse finanziarie che la Ue mette a disposizione nel ciclo 2014-2020, e quelle previste dal Fondo Sviluppo e coesione”.

Tra gli obiettivi sollecitati per la giornata ‘ri-formatrice’ del 7 novembre 2014, vi sarebbero la new economy city, una nuova offerta turistica, un nuovo sistema formativo a partire dalle università, alla semplificazione della burocrazia amministrativa, alla revisione della spesa sanitaria, ai trasporti collettivi, riorganizzare il sistema del credito, rivalorizzare l’agricoltura rafforzando la ricerca e l’alimentazione mediterranea. Infine puntare sull’innovazione (rendendo, per esempio, gratuita la rete Wifi in tutta la regione), e sulla manutenzione (attraverso per esempio, su piani di intervento per l’emergenza idrogeologica).

Insomma, avviare un programma politico da adottare in vista della campagna elettorale.

Marilena Rodi

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